Parole di conforto

22944a4838f9af242f44013875a8059fNell’immaginario collettivo, l’Apocalisse, suscita apprensione, paura e terrore. Sono stati scritti dei libri, formulate delle spiegazioni, delle teorie sul come sarà il futuro, e si sono anche prodotti dei film che solo a guardarli creano una certa ansietà, come se non bastasse quella attuale dovuta all’instabilità politica, economica, familiare, morale, ecc.

In realtà, l’Apocalisse, «rivelazione di Gesù Cristo!» contiene parole di apertura e non di chiusura, che esprimono disponibilità a farsi conoscere, a condividere, che aprono la strada all’incontro, non con qualcosa o qualcuno, ma con il risorto. «Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e del soggiorno dei morti» (Ap 1:18). Incontro con colui che è «il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra» che «ci ama, e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue» (Ap. 1:5) e «che ha fatto di noi un regno e dei sacerdoti del Dio e Padre suo» (Ap. 1:6). L’apocalisse apre i nostri cuori alla beata speranza del ritorno di Cristo: «Ecco, egli viene con le nuvole… si vengo presto!» (Ap 1:7, 22:20).

Ai senza speranza, a coloro ai quali è stato negato l’affetto e la gioia di un’esistenza serena; che sono lì per soccombere sotto il peso dei sensi di colpa o per un vissuto di cui ci si vergogna; ai giovani e agli anziani, ai morenti, il Cristo dell’Apocalisse s’avvicina, pone la sua mano destra e sussurra al cuore infranto: «Non temere, io sono il primo e l’ultimo» (Ap 1:17: cfr. Is 43: 1-5). L’Apocalisse riprende la promessa di Gesù, «io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente» (Mt 28:20) e la attualizza.

Grazie a questo meraviglioso libro possiamo vedere, contemplare e “toccare” Gesù (1 Gv 1:2), fino al giorno in cui la storia dell’uomo avrà il suo epilogo nei nuovi cieli e nella nuova terra, dove «non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate» (Ap. 21:4) e i credenti avranno la gioia di vedere la «sua faccia» e di portare «il suo nome scritto sulla fronte» (Ap. 22:3,4).

In breve, l’Apocalisse ci offre un’immagine del Salvatore affettuoso, presente nella vita di ciascuno di noi, tale da permetterci di chinare il nostro capo sul suo petto (Gv 13:23,25) e come un bambino «divezzato sul seno di sua madre» (Sl 131:2) aprirci a nuovi orizzonti.

Buon sabato!

Pastore Francesco Zenzale F.zenzale@avventisti.it cell. 366.5337995
Contatto skype: francesco.zenzale
Corsi di formazione online: Il senso della vita” – “Il libro di Daniele” – “L’Apocalisse” – “Ascolta la Parola” – “La Bibbia: Istruzioni per l’uso” – “Alla conquista dell’autostima” – “Quale Maria?”.

Share Button