«Dai sette spiriti che sono davanti al suo trono».

colomb2jpg,1114Nell’attesa che la beata speranza si attualizzi, sarà lo Spirito Santo a inondare i nostri cuori del suo amore e conferire a ciascuno dei suoi figli la consapevolezza della sua dolce presenza, offrendoci la necessaria comprensione del piano della salvezza in favore dell’umanità e delle profezie relative al ritorno di Cristo.

Lo spirito Santo è così presentato: «dai sette spiriti che sono davanti al suo trono». Questa espressione, nell’Apocalisse, viene menzionata 4 volte. In Apocalisse 1:4 lo troviamo tra la presentazione del Padre e quella di Gesù Cristo. Ciò significa Egli è parte integrante del piano della salvezza ed è grazie a Lui che la rivelazione è possibile. Nel capitolo successivo è intimamente legato a Cristo (Ap 3:1). Gesù, come è attestato dai profeti e dai vangeli, fu ripieno dello Spirito Santo (Is. 11:1-9; Lc. 1:35; 3:22; Mt. 12:18, ecc.). Nel quarto capitolo è intimamente legato al Dio Padre (Ap 4:5), visione che avremo modo di considerare nei prossimi studi, si tratta delle teofania di Dio e del suo trono. Infine al capitolo cinque dove è ancora una volta unito a Cristo che viene rappresentato dall’Agnello «che sembra essere stato immolato» (Ap 5:6). È evidente il richiamo pasquale e il ruolo fondamentale che lo Spirito Santo ha avuto nell’esperienza umana di Gesù e in particolare nel rendere operante la salvezza. Gesù prima di essere immolato parlò ampiamente dello Spirito Santo. I capitoli 15 e 16 dell’evangelo di Giovanni illustrano magistralmente la sua opera.

Parlando dello Spirito Santo, l’apostolo Paolo ci aiuta a capire quanto sia indispensabile la sua presenza e la sua opera per noi oggi.

«Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi… tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!». Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio. Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo con lui, per essere anche glorificati con lui…  Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio» (Ro. 8:11-17, 26-27). F. Zenzale

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Pastore Francesco Zenzale
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